Un ispettore scolastico si reca nel feudo del barone per scrivere un rapporto su un’insegnante dedita a discutibili pratiche religiose. Una volta arrivato, è invitato a fermarsi dal barone: mentre la misteriosa Idalina serve cibo e bevande, il barone recita profezie su donne, cavalli e politica.
L’ispettore resta inestricabilmente avviluppato nel mondo del barone.

EDGAR PÊRA (Lisboa, 1960)
Nel 1981 studia psicologia, poi si trasferisce alla Escola Superior de Teatro e Cinema (ESTC) di Lisbona, dove si diploma nel 1984. Inizia a lavorare nel cinema come produttore, montatore e sceneggiatore. Pur essendo uno dei più importanti ed originali rappresentanti della presente generazione di registi sperimentali portoghesi, i suoi lavori sono stati raramente presentati all’estero.
Di recente ha realizzato documentari, video, cortometraggi e lungometraggi.

Tre anni fa, grazie a “Rio Turvo”, ho scoperto Branquinho da Fonseca. Non capivo come mai nessuno avesse mai adattato i testi di un autore così cinematografico. Allora decisi di farne io un film e, nel mentre, imparare a renderne le peculiare atmosfere. Quando stavo cercando dove girare gli esterni per Rio Turvo, scoprii che la scrittrice Luísa Costa Gomes intendeva adattare il racconto più noto di Branquinho da Fonseca, “O Barão”. In seguito mi presentarono il progetto: conoscendo già il lavoro di Branquinho e leggendo la sceneggiatura, decisi che davvero volevo fare questo film. Non sono molte le storie che esprimono allo stesso modo la nostra identità. L’identità portoghese. E l’identità umana. (Edgar Pêra)

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