In Zot van A. s’incontrano diversi personaggi, le cui storie sono talvolta strettamente connesse, talaltra si sfiorano appena. Ma, prima o poi, tutti s’imbattono nell’eroe della storia, Saint Jan.
Questi, come un vero e proprio “sanctus ex machina”, fa sì che, alla fine, tutti siano un po’ più interessati l’uno all’altro.

JAN VERHEYEN (Temse, 1963)
Si è fatto conoscere sulla scena cinematografica internazionale alla tenera età di 18 anni come co-organizzatore e programmatore del Knokke-Heist Film Festival. Nel 1986, assieme al suo socio Mark Punt, fonda la Independent Films, una casa di distribuzione che diventa presto il più importante distributore belga di film indipendenti.
La Independent ha prodotto e distribuito molti film, fra i quali il primo lungometraggio di Verheyen, Boys (1992), cui hanno fatto seguito, fra gli altri: The Little Death (1996), Team Spirit (2000) e Alles moet weg (2001). Zot van A. (2010) è il suo ultimo film.

Non mi considero un “autore”, ma un “cantastorie”: le mie storie sono passionali, divertenti, ricche di emozioni; sono preferibilmente storie che parlano di qualcosa, che io amo raccontare perché suppongo vi piaceranno. Sono storie che mi offrono, inoltre, l’opportunità di sentirmi realizzato: talmente diverse che mi consentono, come autore – e io sono di quelli che si mettono al servizio della storia – di riflettere sullo stile e la forma adeguati e di mettere della creatività nel mio mestiere. (Jan Verheyen)

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